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#3 Notebook - Il processo creativo nel vetro

Aggiornamento: 10 ago



Ogni opera in vetro nasce da un'idea.

Ma un'idea, da sola, non è mai sufficiente.

 

Un primo schizzo ne definisce il concetto. I disegni tecnici ne stabiliscono proporzioni, dimensioni e indicazioni per la produzione. Da quel momento il progetto entra in un processo di sperimentazione, in cui l'immaginazione si confronta con le possibilità — e i limiti — del vetro. Il vetro richiede che ogni idea venga costantemente verificata attraverso la materia stessa.

 

Colori, accostamenti e combinazioni vengono messi alla prova. Le murrine diventano uno dei più importanti campi di sperimentazione della Fratelli Toso. Piuttosto che ripetere motivi già esistenti, nuove murrine e canne decorative vengono continuamente sviluppate, perfezionate e combinate per creare linguaggi decorativi inediti. Dalle tradizionali murrine millefiori fino a composizioni sempre più geometriche e tecnicamente complesse, le murrine evolvono costantemente, aprendo nuove possibilità espressive. Lo sviluppo di una nuova murrina non si esaurisce nella murrina stessa: diventa il punto di partenza per intere famiglie di oggetti, dai bicchieri, servizi da tavola e posacenere fino a lampade, lampadari e pezzi artistici unici, dimostrando come un singolo elemento decorativo possa generare innumerevoli possibilità creative.

 

Anche le tecniche di lavorazione evolvono continuamente per raggiungere nuovi effetti visivi. Le forme si sviluppano attraverso prototipi, variazioni di scala e proporzione e prove ripetute che trasformano gradualmente un'idea iniziale in un oggetto compiuto.

 

L'innovazione raramente nasce da un'unica intuizione. È il risultato di una moltitudine di piccole decisioni. Cresce attraverso l'osservazione, la sperimentazione e il continuo perfezionamento. Ogni nuovo oggetto rappresenta un equilibrio tra ambizione artistica, maestria artigianale e produzione. Le nuove idee devono raggiungere il risultato estetico desiderato, rimanendo al tempo stesso tecnicamente realizzabili, economicamente sostenibili e adatte a un mercato in continua evoluzione.

 

Anche il design evolve in dialogo con il proprio tempo. Movimenti artistici, architettura, moda, collezionisti, clienti e persino il confronto con altre manifatture contribuiscono alla nascita di nuove idee. Anche gli interessi personali diventano parte di questo processo. La fascinazione di Ermanno Toso per l'arte giapponese ispirò la serie di murrine Kiku, mentre la formazione di Pollio Perelda come pittore influenzò profondamente il suo approccio al colore, alla composizione e alla forma.

 

Accanto alla sperimentazione, ogni vetreria muranese si basava anche su una produzione seriale destinata a un mercato più ampio. Queste collezioni costituivano la base economica che rendeva possibile continuare a investire nella ricerca e nell'innovazione. Sperimentazione e produzione non sono mai stati due mondi separati: ciascuno ha sostenuto e alimentato l'altro.

 

L'Archivio Fratelli Toso conserva ogni fase di questo percorso, rivelando che ogni opera finita non rappresenta l'inizio della storia, ma il suo capitolo conclusivo.


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